Da Modena nella sclerosi sistemica anche il timo può giocare un ruolo
Da Charleston alterato equilibrio tra recettori; è il segreto del fibroblasto sclerodermico?
Da Roma alveolite o infezione: è importante distinguerle nel polmone dello sclerodermico
Da Winston Salem se l'ulcera non si chiude può servire il Viagra
Da Milano varianti geniche dell'IL-1 e fibrosi polmonare - un possibile indirizzo per nuove terapie - una delle possibili
SPIGOLATURE DELLA RICERCA DA TUTTO IL MONDO
Profesoressa Raffaella Scorza
Da Winston Salem : se l'ulcera non si chiude può servire il Viagra
Il Sildenafil, più noto al vasto pubblico con il nome di Viagra, ha da tempo attirato l'attenzione degli sclerodermologi di tutto il mondo. Questa sostanza, che è un inibitore selettivo della fosfodiesterasi V, ha risolto in molti casi l'impotenza maschile grazie al suo specifico meccanismo d'azione: l'aumento della produzione di nitrossido (NO), un potente vasodilatatore di origine endoteliale, inportante per la vasodilatazione dei corpi cavernosi e quindi per l'erezione. Bene, è proprio il meccanismo di azione del Viagra che ha catturato l'interesse degli esperti di sclerodermia. In questa malattia, infatti, la produzione di nitrossido da parte dell'endotelio è diminuita e si pensa che questo meccanismo sia importante nell'aggravare il fenomeno di Raynaud e l'ipertensione polmonare che caratterizzano questi pazienti. Fino ad oggi i tentativi di impiego del Sildenafil nella sclerosi sistemica si sono limitati, con qualche successo, ai pazienti con ipertensione polmonare. I reumatologi del Wake Forest University Baptist Medical Center di Winston Salem ( North Carolina, USA) suggeriscono che possa essere efficace nella terapia delle ulcere ischemiche dovute ad un grave fenomeno di Raynaud “ Abbiamo trattato con successo un paziente con sclerosi sistemica che presentava numerose e profonde ulcere ischemiche alle dita delle mani e che non aveva risposto ad ogni altra corretta terapia, afferma il dottor Lee Colglazier membro del team, era forse un ultimo tentativo terapeutico prima dell'amputazione” Ebbene, il tentativo è andato a buon fine: nel giro di poche settimane le ulcere sono scomparse, con grande sollievo dei medici e soprattutto del paziente.