LA DISFUNZIONE ERETTILE NELLA SCLEROSI SISTEMICA
Michele Proietti, Antonio Aversa, Roberto Bruzziches,
Arcangelo Merla e Felice Salsano
Dipartimento di Medicina Interna e Fisiopatologia Medica
Azienda Policlinico Umberto Università degli Studi di Roma “La Sapienza"


I parametri dinamici calcolati sono stati: la temperatura media prima del raffreddamento, la temperatura subito dopo il raffreddamento, la variazione di temperatura dovuta al raffreddamento, la variazione di temperatura dovuta al recupero. Successivamente, in assenza di controindicazioni e dopo aver firmato un consenso informato tutti i pazienti hanno iniziato un trattamento giornaliero con 10 mg di un inibitore delle fosfodiesterasi-PDE5 (tadalafil). Ad intervalli di trenta giorni, per tre mesi consecutivi tutti i pazienti sono stati sottoposti ad ulteriori valutazioni ultrasonografiche. I risultati ottenuti nel nostro studio mostrano come una disfunzione erettile clinicamente significativa è presente nella maggioranza dei pazienti sclerodermici, come dimostrato dai valori ottenuti dal questionario che hanno rilevato la presenza di disfunzione erettile da moderata a severa nell'80% dei pazienti, risultato sovrapponibile ai dati presenti in letteratura. Per quanto riguarda le misurazioni ultrasonografiche di base, le immagini bidimensionali hanno evidenziato in tutti i pazienti la presenza di diffusi spots iperecogeni all'interno dei corpi cavernosi, insieme con un ispessimento della tunica albuginea, mentre i dati flussimetrici hanno rilevato una notevole riduzione della velocità media di picco sistolico nell'arteria cavernosa (20.2 ± 5.5 cm/sec), in presenza di un moderato coinvolgimento venoso, come dimostrato dai valori di velocità media di fine diastole (4.6 ± 2.9 cm/sec). Lo spessore intima media (0.065 ± 0.01 cm) e il tempo di accelerazione (92.3 ± 32.7 cm/sec) sono invece risultati nella norma.