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I risultati delle misurazioni teletermografiche digitali statiche hanno mostrato una riduzione rispetto ai controlli sani del gradiente termico prossimale distale e una maggiore differenza base-glande; mentre le misurazioni dinamiche del recupero termico post raffreddamento (Cold-Test) hanno evidenziato una temperatura post raffreddamento minore rispetto ai controlli sani e un rallentato recupero termico. La valutazione della risposta alla terapia farmacologica ha messo in luce un soggettivo miglioramento della funzione erettile in una elevata percentuale di pazienti in associazione con un significativo incremento dei flussi ematici cavernosi (circa 50% rispetto al basale). I meccanismi ipotizzabili alla base della disfunzione peniena sembrano essere essenzialmente due: in primo luogo la disfunzione endoteliale e la conseguente alterazione della vasomotilità endotelio dipendente; in secondo luogo la presenza di fibrosi peniena, la quale potrebbe determinare un incompleto rilassamento dell'arteria peniena e delle cellule muscolari lisce, nonostante l'assenza di segni indiretti di aterosclerosi. I dati ottenuti dalle misurazioni teletermografiche sia statiche che dinamiche confermano la presenza di disfunzione del microcircolo. In conclusione i risultati da noi ottenuti, dimostrano come un certo grado di disfunzione erettile, addirittura in assenza di sintomatologia soggettiva, è presente nella totalità dei pazienti sclerodermici, anche in giovane età. Da ciò emerge l'importanza ed il ruolo non marginale della disfunzione erettile nella valutazione globale dei pazienti sclerodermici ed il suggerimento che il monitoraggio clinico e strumentale della funzionalità peniena e l'eventuale trattamento dovrebbero entrare a far parte della routine nel management dei pazienti sclerodermici.
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