| Le cellule endoteliali e i fibroblasti (autologhi) ci hanno permesso di realizzare: un modello in vitro simile al microcircolo.(infatti i capillari sono bersaglio di malattia negli sclerodermici). Questo modello prevede l'utilizzo di un'apparecchiatura costituito da una serie di tubicini cavi di polipropilene, chiusi in una camera ermetica e una pompa peristaltica per consentire il ricircolo di nutrienti alle cellule, seminate in questa camera. Questa apparecchiatura viene posta in un ambiente dedicato dove può essere sottoposta a vari stimoli, come ad esempio ipossia o a stress da flusso, aumentando la velocità di ricircolo. La messa a punto di questo modello ci ha consentito di ottenere un co-finanziamento (Coordinatore prof Stefano Bombardieri) da parte Ministero Dell'Università e della Ricerca dal titolo in collaborazione con l'Università di Firenze e Di Siena dal titolo :
“L'angiogenesi nella sclerosi sistemica: studio delle alterazioni dei meccanismi fibrinolitici e neoangiogenetici attraverso l'utilizzo di tecniche proteomiche e genomiche applicate a leucociti, fibroblasti e cellule endoteliali.” Abbiamo valutato l'espressione genica (DNA) delle cellule endoteliali sia di soggetti sani che dei pazienti (microarray): le cellule endoteliali dei soggetti sclerodermici mostravano una sovraespressione dei geni che favoriscono l'angiogenesi, insufficienti per controbilanciare la carenza dell'espressione genica importante nella migrazione e nella sopravvivenza. Questo potrebbe indicare che le cellule endoteliali del microcircolo di pazienti con dSSc mostrano delle anormalità in una varietà di geni che spiegherebbero un'angiogenesi difettosa.
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