UN MODELLO DI CAPILLARE ARTIFICIALE PER LO STUDIO DEI MECCANISMI PATOGENETICI NELLA SCLERODERMIA
Laura Bazzichi, Camillo Giacomelli, Tiziana Giuliano, Francesca de Feo, Elisa Vesprini. U.O di Reumatologia Universitaria Pisa Direttore Prof. Stefano Bombardieri


Le cellule endoteliali e i fibroblasti (autologhi) ci hanno permesso di realizzare: un modello in vitro simile al microcircolo.(infatti i capillari sono bersaglio di malattia negli sclerodermici). Questo modello prevede l'utilizzo di un'apparecchiatura costituito da una serie di tubicini cavi di polipropilene, chiusi in una camera ermetica e una pompa peristaltica per consentire il ricircolo di nutrienti alle cellule, seminate in questa camera. Questa apparecchiatura viene posta in un ambiente dedicato dove può essere sottoposta a vari stimoli, come ad esempio ipossia o a stress da flusso, aumentando la velocità di ricircolo. La messa a punto di questo modello ci ha consentito di ottenere un co-finanziamento (Coordinatore prof Stefano Bombardieri) da parte Ministero Dell'Università e della Ricerca dal titolo in collaborazione con l'Università di Firenze e Di Siena dal titolo :
“L'angiogenesi nella sclerosi sistemica: studio delle alterazioni dei meccanismi fibrinolitici e neoangiogenetici attraverso l'utilizzo di tecniche proteomiche e genomiche applicate a leucociti, fibroblasti e cellule endoteliali.” Abbiamo valutato l'espressione genica (DNA) delle cellule endoteliali sia di soggetti sani che dei pazienti (microarray): le cellule endoteliali dei soggetti sclerodermici mostravano una sovraespressione dei geni che favoriscono l'angiogenesi, insufficienti per controbilanciare la carenza dell'espressione genica importante nella migrazione e nella sopravvivenza. Questo potrebbe indicare che le cellule endoteliali del microcircolo di pazienti con dSSc mostrano delle anormalità in una varietà di geni che spiegherebbero un'angiogenesi difettosa.

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