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Da Gerusalemme (Israele): per il paziente sclerodermico una protesi speciale La corretta igiene orale nei pazienti sclerodermici è spesso difficoltosa, non certo per la cattiva volontà del paziente stesso. La deposizione di collagene nelle zone periorali con conseguente riduzione della rima orale, spesso marcata, e le alterazioni delle dita rendono infatti difficile la pratica abituale dell'igiene orale. Le conseguenze sono inevitabili: aumento della placca, del numero delle carie e piorrea, tanto più quanto più marcate sono la microstomia (letteralmente bocca piccola) del paziente e la sua impossibilità di adoperare le mani. Per di più la situazione si aggrava nei pazienti che, per una concomitante sindrome “sicca” hanno una riduzione della saliva e quindi dei fattori protettivi antibatterici (ad es. il lisozima) che la saliva veicola. Se il paziente incontra difficoltà, non meno irta di ostacoli è l'intervento del dentista su un paziente che non riesce ad aprir bene la bocca. Le conseguenze inevitabili sono la perdita dei denti e la necessità di far ricorso a protesi mobili, dal momento che gli impianti hanno, in questo tipo di pazienti, poche probabilità di successo. A non pochi pazienti sclerodermici però, anche l'applicazione di protesi mobili può creare grossi problemi, sia nella fase di costruzione che nell'applicazione e nell'uso. Le difficoltà nascono proprio dagli stessi elementi che hanno causato la perdita dei denti: la difficoltà di aprire la bocca e la limitazione funzionale dell'uso delle mani. Il dottor A. Sharon-Buller e il suo collega M.Sela del dipartimento di chirurgia maxillofacciale dell' Hadassah hebrew University di Gerusalemme, non si sono arresi davanti alle difficoltà, venendo a capo di questo difficile problema.
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