SCLEROSI SISTEMICA E CUORE
Clodoveo Ferri, Dilia Giuggioli,
Marco Sebastiano, Michele Colaci

La cardiopatia rappresenta una delle manifestazioni più frequenti della Sclerosi Sistemica: colpisce, infatti, circa un terzo dei pazienti.
Tutte le strutture che costituiscono il cuore possono essere più o meno interessate dagli stessi meccanismi patogenetici, che portano all’indurimento dei tessuti per accumulo di tessuto fibroso. Il pericardio, costituito da due foglietti che rivestono il cuore, viene interessato nel 5-20% dei casi; tuttavia, il paziente raramente presenta una pericardite clinicamente rilevante. Lo stesso discorso può essere fatto per quanto concerne le valvole cardiache. Le arterie che nutrono il cuore (coronarie) sono generalmente indenni, mentre i vasi sanguigni più piccoli che si diramano da esse possono essere interessati dal fenomeno di Raynaud, come avviene per le mani, ma in questo caso asintomatico. Un dolore toracico simile a quello dei pazienti cardiopatici con angina è più spesso riconducibile alla presenza di una esofagite da reflusso gastroesofageo, peraltro molto frequente, o da ernia iatale. Generalmente nelle pareti muscolari cardiache si accumula tessuto fibroso, con conseguente riduzione dell’elasticità durante la fase di riempimento sanguigno (diastole). Questa alterazione strutturale, comunque, è evidente solo allo studio ecografico e raramente produce sintomi dovuti ad una ridotta funzione di pompa cardiaca. La fibrosi del muscolo cardiaco può interessare le vie di conduzione, ossia quelle strutture che trasmettono ritmicamente il segnale che provoca la pulsazione cardiaca. In tal caso possono insorgere aritmie di varia natura: più frequentemente compaiono extrasistoli o rallentamenti della conduzione. Il ritmo cardiaco, inoltre, può diventare più rapido e rimanere tale sia di giorno che di notte, perdendo la fisiologica variabilità circadiana.
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