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SCLEROSI SISTEMICA E CUORE
Clodoveo Ferri, Dilia Giuggioli,
Marco Sebastiano, Michele Colaci |
Con l’assunzione di tali farmaci, infatti, si mira a garantire una soddisfacente irrorazione ed ossigenazione anche del muscolo cardiaco. Nel caso di aritmie si possono usare farmaci anti-aritmici e, in rari casi, si può arrivare all’impianto di pace-maker.
Per quanto riguarda l’ipertensione polmonare, vi sono varie e valide opzioni terapeutiche atte a contrastare l’instaurarsi di questa complicanza (bosentan, sildenafil, prostaglandine).
Anche se, ad oggi, non possiamo affermare che sia stata trovata ‘la Cura’ definitiva per la Sclerosi Sistemica, sono sempre più numerose le armi a disposizione del reumatologo, al fine di diagnosticare precocemente e contrastare tempestivamente i vari problemi clinici che possono insorgere in corso di malattia. Per questo motivo, la prognosi della Sclerosi Sistemica negli ultimi 15-20 anni è migliorata. In particolare, in base ad uno studio italiano multicentrico pubblicato nel 2002, la cardiopatia grave tra i pazienti sclerodermici è passata dal 13% al 3%.
C’è da dire, però, che tale risultato positivo è sicuramente influenzato anche dal fatto che la Sclerosi Sistemica, in passato diagnosticata più tardivamente e più spesso nei pazienti con varianti di malattia più gravi, è oggi più largamente conosciuta e diagnosticata anche nei casi più lievi.
Senza dubbio la collaborazione con altri specialisti, quali il cardiologo, lo pneumologo, il nefrologo ecc., è oggigiorno essenziale per lo studio ed il trattamento multidisciplinare di una malattia molto complessa e variegata, qual è la Sclerosi Sistemica. |
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