ULCERE CUTANEE: CENNI SU VECCHIE E NUOVE TERAPIE
F Bertolotti, F Cappiello, M Cossu, M Masciocchi, A Severino, A Santaniello, K Toussoun

Andranno, infatti, valutati la sede della lesione, il coinvolgimento dei tessuti profondi, le caratteristiche del tessuto necrotico qualora presente, le condizioni dei margini cutanei e lo stato di vascolarizzazione dei tessuti circostanti, la presenza di un’eventuale sovrainfezione e il grado di rigenerazione dell’ulcera. È indispensabile, per il successo del trattamento, agire su tessuti vitali, bisognerà, quindi, rimuovere il tessuto necrotico eventualmente presente; per fare questo si può ricorrere alla “piccola chirurgia” (toilette chirurgica) o all’uso di presidi medicamentali. Oltre all’utilizzo di preparati a base di enzimi proteolitici e fibrinolitici si sta affiancando l’utilizzo di medicazioni a base di idrocolloidi, schiume ed alginati. Queste ultime hanno il vantaggio di mantenere un ambiente umido tramite medicazioni occludenti; è, infatti, noto che la presenza di un ambiente umido riduce i tempi di guarigione delle lesioni. Al contrario, la cute perilesionale dovrà essere mantenuta asciutta. Anche il tipo di detersione impiegata può influenzare il trofismo dei tessuti, ad esempio: l’acqua ossigenata distrugge fino al 50% delle cellule in fase di riepitelizzazione, il betadine fino al 10%, i disinfettanti a base di alcol, essiccando la superficie cutanea, impediscono la formazione di nuove cellule; pertanto è necessario detergere l’ulcera con della semplice soluzione fisiologica. L’opportunità di ricorrere all’uso di preparati antimicrobici topici o sistemici deve essere mirata, riservata, cioè, alle ulcere sovrainfette a difficile risoluzione. Va annoverata, inoltre, la possibilità di affiancare alle terapie sovracitate l’utilizzo dell’ossigenoterapia iperbarica, della terapia Lorenz, che sfrutta l’effetto rigenerante sui capillari e l’effetto antinfiammatorio di impulsi elettrici modulabili, del gel piastrinico e di fattori di crescita; questi trattamenti sono ancora in fase di sperimentazione in diversi centri italiani. Parlando di ulcere non si può dimenticare l’importanza della terapia antidolorifica; alcune della terapie topiche e sistemiche sopra citate (ad esempio: idrocolloidi), sembrano essere di per sé in grado di ridurre il dolore percepito dal paziente. Accanto ad esse, sono disponibili antinfiammatori, morfino simili, terapie alternative (ad es: agopuntura) che andranno opportunamente valutate insieme al proprio curante. La ricerca in questo ambito è comunque in continuo movimento: quindi…non disperate!!

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