SPIGOLATURE DAL MONDO DELLA RICERCA
Da Modena (Italia): bene le ulcere “dopate” dall’eritropoietina R. Scorza

L’eritropoietina, ormone prodotto dal rene, è essenziale per far produrre i globuli rossi. Dal momento che i globuli rossi assicurano, con la loro emoglobina, l’apporto di ossigeno ai tessuti non è strano che non pochi atleti abbiano pensato di aumentare il loro rendimento utilizzando in maniera scorretta l’ormone senza pensare ai grossi rischi derivanti da questo particolare “doping” biologico. E’ lo stesso ragionamento però che ha portato un gruppo di ricercatori di Modena guidati dal Professor Clodoveo Ferri ad impiegare l’eritropoietina nei pazienti sclerodermici con ulcere non responsive alle altre terapie. “Le ulcere dei pazienti sclerodermici hanno grosse difficoltà a guarire perché in questi pazienti la circolazione periferica è molto ridotta – spiega il Prof. Ferri – viene cioè a mancare l’apporto di ossigeno indispensabile alla vita delle cellule e dei tessuti”. Partendo proprio dalle conoscenze sugli effetti della terapia con eritropoietina i ricercatori modenesi hanno trattato 14 pazienti sclerodermici con grosse ulcere distali per un mese. Nelle prime 2 settimane i pazienti hanno ricevuto 150 UI di eritropoietina sotto cute , 3 volte alla settimana, nelle successive 2 settimane le iniezioni erano due e, nel mese successivo una sola iniezione alla settimana. I risultati sono andati al di là delle aspettative dei ricercatori: nei 3-6 mesi successivi all’inizio del trattamento 6 pazienti, prima refrattari ad ogni altra terapia, sono andati incontro ad una guarigione completa delle ulcere; negli altri 8 pazienti i risultati, se pure non così buoni, erano più che soddisfacenti, con una riduzione delle aree lesionate di oltre il 60%. “Nei nostri pazienti la terapia con eritropoietina è stata di breve durata e non ha portato, proprio per questo motivo, ad effetti indesiderati sul sistema cardiovascolare – afferma ancora il ricercatore di Modena – al contrario tutti hanno avuto un sensibile miglioramento non solo delle ulcere ma anche, come ovvio corollario, un netto miglioramento della qualità di vita e della sensazione soggettiva di benessere”