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Il ruolo privilegiato dei prodotti lattiero-caseari
La fonte alimentare principale, con caratteristiche di “marker” dei livelli globali di assunzione del calcio, è rappresentata dai prodotti lattiero-caseari. Nella dieta della popolazione italiana essi forniscono quasi i due terzi del fabbisogno raccomandato; i vegetali contribuiscono invece per il 12%, i cereali per l’8,5%, le carni e il pesce per il 6,5%. Nei prodotti lattiero-caseari, dove il calcio si trova in forma organica (legato alla serina e all’acido glutammico della caseina) e inorganica (sotto forma di citrato e di fosfato), ricorrono le premesse più confacenti per un buon assorbimento di questo minerale. Studi cinetici con isotopi marcati hanno documentato una frazione di assorbimento del 43-45% (9).
Il latte
L e virtù del latte non si limitano al suo provvidenziale apporto di calcio e probabilmente anche i consumatori meno attenti ai risvolti nutrizionali ne conoscono bene i vantaggi. Ma può essere utile ricordare che l’apporto di calcio e la sua utilizzazione sono più o meno simili, sia nel latte intero che nel latte scremato o in qualunque altra formulazione a media o lunga scadenza. Due bicchieri (ovvero 250ml) di latte, forniscono circa 310 mg di calcio altamente utilizzabile, mentre il tradizionale cappuccino del bar viene preparato con non più di 120-150 g di latte, ovvero circa 144-180 mg di calcio disponibile.
Lo yogurt
Lo yogurt ha un contenuto di calcio praticamente analogo a quello del latte. La crescente abitudine di consumare una confezione di yogurt (generalmente 125 g) come spuntino del mattino o del pomeriggio può rappresentare un ulteriore integrazione di circa 150mg di calcio.
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