Il calcio alimentare e l’osteoporosi
L’osteoporosi, come altre patologie a lento decorso, ha le sue radici nel passato, tanto che uno specialista di questa tipica malattia della senilità ha scritto, con arguzia paradossale: “ l’osteoporosi è una patologia di interesse pediatrico”.
Il paradosso, però, è solo apparente perché le premesse dell’osteoporosi risalgono all’età giovanile, cioè agli anni in cui l’organismo ha le potenzialità per capitalizzare nel tessuto osseo il massimo del calcio che i presupposti genetici e l’apporto nutrizionale gli consentiranno di stivare.
Sono gli anni in cui si dovrebbe raggiungere il cosiddetto “picco di massa ossea”, cioè il massimo della calcificazione possibile. In seguito, da adulti, bisognerà accontentarsi di mantenere in pareggio il bilancio del continuo rimaneggiamento osseo, fino a quando la menopausa per la donna e la senilità per entrambi i sessi faranno prevalere i processi di riassorbimento osseo.
In tarda età il declino strutturale dello scheletro è la risultante obbligata di una serie di eventi difficilmente arginabili, se non altro perché rappresentano la sommatoria di un vissuto, ovvero le tracce indelebili di uno “stile di vita” cosparso di fattori a rischio. Qualunque sia il fattore prevalente nella precocità del declino, è pur vero che l’essersi costruiti in gioventù uno scheletro mineralizzato al meglio delle proprie possibilità genetiche ed averne curato la “manutenzione” nei decenni successivi, rinvierà o attenuerà il progredire dell’osteoporosi.
L’osteoporosi, come molte affezione croniche, si manifesta tardi ma è proprio la consapevolezza del suo lungo iter e dell’influenza dei fattori ambientali che deve stimolare i medici ed i potenziali pazienti alla prevenzione. Non disponiamo di una ricetta sicura ma sappiamo con certezza che uno stile di vita “sano” ed un’alimentazione corretta, ricca in particolare di calcio, possono ridurre il numero delle fratture, l’invalidità e la mortalità che accompagnano la “malattia sociale” detta osteoporosi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità si è fatta garante di questo principio che da alcuni anni viene riproposto ed aggiornato in un’apposita “Giornata Mondiale contro l’Osteoporosi”.
Divulgare i vantaggi di un buon comportamento alimentare, aderente alle semplici raccomandazioni riportate nel testo, rientra nella moderna logica di prevenzione e può migliorare la qualità della vita di tutti gli anziani.