L’ipertensione polmonare nella sclerosi sistemica
F Bertolotti, F Cappiello, M Cossu, M Masciocchi, A Severino, A Santaniello, K Toussoun
La Sclerosi Sistemica o Sclerodermia è una malattia immunologica, che colpisce prevalentemente le donne (rapporto maschi-femmine 2-10) ad eziologia sconosciuta; vari autori hanno, di volta in volta, focalizzato l’attenzione sul ruolo di tre diversi meccanismi: la deposizione di tessuto fibroso, l’attivazione del sistema immunitario, il danno vascolare.
1. Il tessuto fibroso rende la “pelle” dura, anelastica; i pazienti perdono gradualmente la capacità di muovere normalmente i segmenti scheletrici ad esempio le dita delle mani, perché la pelle è tesa e sottile.Una cute così alterata è molto più suscettibile rispetto a quella normale ai traumi e più facilmente si ulcera. Ma la fibrosi non si limita alla localizzazione cutanea e può coinvolgere, più o meno frequentemente, a seconda della forma clinica, di sclerosi sistemica, anche l’esofago, l’intestino, il tessuto di conduzione cardiaco, il polmone. La fibrosi dell’interstizio polmonare determina una riduzione del calibro dei piccoli e medi vasi polmonari, si può manifestare perciò un’ipertensione polmonare secondaria a fibrosi.
2. Molto complesso è il ruolo del sistema immunitario la cui trattazione esula dallo scopo di questo articolo.
3. Le alterazioni del microcircolo arterioso, in particolare l’esaltata reattività agli stimoli fisico-emozionali del microcircolo e il danno endoteliale cioè del tessuto che riveste le arterie e i capillari, sono quelle che oggi sembrano le più importanti nel determinismo della malattia e dei suoi sintomi principali. Il primo sintomo, cardine della sclerosi sistemica, è il Fenomeno di Raynaud. Il fenomeno di Raynaud è un vasospasmo periferico provocato dalla contrazione della parete muscolare delle arterie. Esso si manifesta a livello cutaneo con un’alterazione del colore della cute che, stimolata dal freddo o dalle emozioni intense, cambia colore passando dal bianco cereo al viola al rosso. Negli organi interni il fenomeno di Raynaud non si vede ma tutti gli organi riccamente vascolarizzati, in particolar modo il polmone e il rene, ne risentono.
Il Fenomeno di Raynaud a livello polmonare è la causa dell’ipertensione polmonare. L’ipertensione polmonare dal punto di vista clinico determina un progressivo senso di fame d’aria, impossibilità a compiere degli sforzi anche minimi (ad esempio fare le pulizie in casa, potare una siepe). Gli esami strumentali mostrano una riduzione dei valori normali di diffusione alveolo-capillare del monossido di carbonio (DLCO, uno dei valori che viene studiato con le prove di funzionalità respiratoria) e un aumento della pressione dell’arteria polmonare (PAPs) che normalmente viene valutato con l’ecografia del cuore.
Quali sono i meccanismi che provocano l’ipertensione polmonare nella sclerodermia? A questa domanda si può rispondere solo premettendo che nella sclerodermia i vasi sanguigni sono continuamente sottoposti a stress intensi (continua contrazione/distensione della parete vasale) dovuti a diversi fattori tra cui la temperatura ambientale, le forti emozioni, e fattori intrinseci all’organismo. Lo stress della parete vasale provoca la distruzione parziale della “pellicola” protettiva che riveste i vasi sanguigni. Il danno alla “pellicola” che riveste i vasi provoca un vero e proprio danno fisico delle cellule endoteliali. Esse rispondono all’insulto aumentando la produzione di alcune molecole (endotelina 1, trombossano, serotonina, molecole di adesione, citochine, ecc) che sono state individuate come responsabili della patogenesi dell’ipertensione polmonare. Il danno dei vasi polmonari è, nelle fasi iniziali della malattia, reversibile. Nel lungo periodo si determina una riduzione stabile del calibro vasale difficilmente modificabile con la terapia.
La terapia più attuale prevede l’utilizzo del bosentan, un inibitore dell’endotelina 1, che sembra molto efficace sia da solo che in associazione con gli analoghi della prostaciclina (iloprost). Le acquisizioni su queste patologie sono in continua evoluzione e, siamo certi che in futuro riusciremo ad individuare nuove molecole ancora più efficaci.