Trattamento della disfunzione erettile con tadalafil in pazienti affetti da sclerosi sistemica

F Bertolotti, F Cappiello, M Cossu, M Masciocchi, A Severino, A Santaniello, K Toussoun (tratto da Proietti M et al. J Rheumatol. 2007 Aug;34(8):1712-1717)

Come è noto, la sclerosi sistemica è una malattia autoimmune sistemica che determina alterazioni vascolari e fibrotiche in diversi organi ed apparati, determinando quindi sintomi diversi a seconda dell’organo colpito. Negli uomini affetti da questa patologia, il danno vascolare e l’iperproliferazione del tessuto connettivale può colpire anche le arterie peniene, determinando alterazioni nella sfera sessuale di cui primo sintomo è rappresentato dalla disfunzione erettile. I lavori attualmente disponibili in letteratura stimano l’entità di questo problema pari al 30 % della popolazione maschile affetta da sclerosi sistemica. Il problema, naturalmente, implica una riduzione nella qualità di vita del paziente; i soggetti con disfunzione erettile presentano infatti un più grave indice di depressione rispetto ai soggetti affetti da malattia ma senza disfunzione erettile. La recente introduzione del sindenafil (Viagra) e del taldanafil (Cialis) nella cura della ipertensione polmonare secondari a sclerosi sistemica, ha aperto il campo a studi controllati di tali farmaci nel trattamento della disfunzione erettile in corso di sclerosi sistemica. Sul J Rheumatol. di Agosto 2007 è stato pubblicato uno studio su 14 pazienti di sesso maschile affetti da sclerosi sistemica a cui veniva somministrato taldanafil una volta al giorno per 12 settimane consecutive; tutti i pazienti sono stati sottoposti all’inizio dello studio ed alla fine dello studio al doppler dell’arteria peniena, ad un questionario specifico sulla disfunzione erettile (International Index of Erectile Function). Venivano inoltre effettuate, come valutazioni secondarie, i dosaggi di endotelina 1 e un questionario sulle variazioni di erezioni mattutine prima e dopo terapia. Dopo terapia con tadalafil per 12 settimane si è assistito ad un miglioramento statisticamente significativo della velocità di picco della arteria peniena (ossia ad un miglioramento della circolazione della arteria peniena), ad una riduzione della endotelina-1 (indice di miglioramento del danno microcircolatorio) e ad un aumento delle erezioni mattutine.
Gli autori concludono pertanto che tale terapia potrebbe avere un ruolo nella prevenzione della difunzione erettile in corso di sclerosi sistemica. Naturalmente saranno necessari studi con un maggior numero di pazienti e protratti nel tempo per meglio valutare il beneficio di questa terapia nel trattamento della disfunzione erettile in corso di sclerosi sistemica.