Un recente studio internazionale, al quale ha partecipato anche il Gruppo Italiano Lotta alla Sclerodermia (GILS), ha rivelato importanti necessità non ancora soddisfatte nei pazienti affetti da sclerosi sistemica (SSc) trattati con inibitori di pompa protonica (PPI). Lo studio, condotto tramite un questionario distribuito a livello globale, ha coinvolto oltre 300 pazienti provenienti da 14 paesi, rivelando dati significativi sulla gestione del reflusso gastroesofageo, una complicanza comune della SSc.

I risultati dello studio indicano che, sebbene il trattamento con PPI migliori i sintomi gastrointestinali nella maggior parte dei pazienti, ci sono preoccupazioni significative riguardo agli effetti collaterali a lungo termine e alla mancanza di alternative terapeutiche, come l’approccio chirurgico, che è stato discusso solo con una minoranza di pazienti. Circa il 40% dei partecipanti ha segnalato l’uso combinato di PPI con altri farmaci per trattare il reflusso, suggerendo una necessità di opzioni di trattamento più efficaci e personalizzate.

Questo studio sottolinea l’importanza di un’educazione approfondita dei pazienti riguardo ai PPI e le possibili alternative, evidenziando come molti si affidino a risorse online per informarsi, nonostante la disponibilità limitata di informazioni dettagliate e affidabili. L’indagine ha anche messo in luce l’importanza delle modifiche dello stile di vita nel gestire i sintomi della SSc, un aspetto spesso trascurato nei regimi di trattamento attuali.

GILS, confermando il suo impegno verso i bisogni della comunità affetta da sclerosi sistemica, ha svolto un ruolo attivo nello studio, facilitando la raccolta di dati cruciali che aiuteranno a guidare future ricerche e sviluppare trattamenti più efficaci.