Il 13 settembre si è celebrata la Giornata Internazionale del Lascito Solidale, un’occasione per parlare di una forma di generosità forse ancora poco conosciuta nei suoi aspetti concreti, ma capace di far vivere nel tempo i valori e le cause che ci stanno più a cuore.

Fare un lascito solidale significa scegliere di destinare attraverso il proprio testamento una somma, una parte dei propri beni o uno specifico bene a un’organizzazione impegnata per il bene comune.

Non è una scelta riservata a chi dispone di grandi patrimoni. Anche una quota contenuta può trasformarsi, nel tempo, in ricerca, assistenza, informazione e nuovi progetti.

Una scelta sempre più conosciuta

La cultura del lascito solidale sta crescendo anche in Italia.

Secondo la ricerca 2026 realizzata da Walden Lab per il Comitato Testamento Solidale, il 78% degli italiani dichiara di conoscere questa possibilità. Tra le persone con più di 50 anni, il 23% ha già previsto o prenderebbe in considerazione un lascito a favore di una causa sociale: una percentuale quasi doppia rispetto al 12% registrato nel 2018.

Numeri che raccontano una maggiore attenzione verso una forma di solidarietà capace di proiettarsi oltre il presente.

Ma conoscere il lascito solidale non significa necessariamente sapere come funziona. Per questo è importante parlarne in modo semplice e trasparente.

Un lascito non significa rinunciare ai diritti dei propri cari

Inserire un’organizzazione nel proprio testamento non significa necessariamente destinare tutto il proprio patrimonio alla solidarietà.

È possibile lasciare, per esempio, una somma di denaro, una percentuale del patrimonio o uno specifico bene, sempre nel rispetto delle quote che la legge riserva ai legittimari.

Il testamento, inoltre, è un atto personale e può essere modificato o revocato nel corso della propria vita.

Per valutare la soluzione più adatta alla propria situazione personale e familiare è consigliabile rivolgersi a un notaio o a un professionista competente.

Un lascito a GILS: continuare a essere al fianco delle persone con sclerosi sistemica

Per GILS, guardare al futuro significa poter continuare a essere accanto alle persone che convivono con la sclerosi sistemica e alle loro famiglie.

Un lascito testamentario a GILS può contribuire nel tempo a sostenere:

  • la ricerca scientifica;
  • l’informazione e la sensibilizzazione sulla sclerosi sistemica;
  • il supporto alle persone con sclerodermia e ai caregiver;
  • la collaborazione con medici, centri di riferimento e istituzioni.

Non è la dimensione del gesto a determinarne il valore. Anche una piccola parte di ciò che abbiamo costruito nel corso della vita può contribuire a costruire qualcosa per chi verrà dopo di noi.

Come fare un lascito a GILS

Decidere di inserire GILS nelle proprie disposizioni testamentarie è una scelta personale, libera e sempre modificabile.

Abbiamo preparato una pagina dedicata nella quale spieghiamo in modo semplice che cos’è un lascito testamentario, quali beni possono essere destinati, quali sono i passaggi principali e quali riferimenti utilizzare per indicare correttamente GILS nel testamento.

Un gesto pensato oggi può continuare a fare la differenza domani.