Televisita, teleconsulto e telemonitoraggio possono diventare strumenti sempre più importanti nella gestione delle malattie croniche, purché siano inseriti in un percorso di cura strutturato e costruito sui bisogni della singola persona. È uno dei messaggi emersi dal convegno “La telemedicina come buona pratica”, svoltosi a Rapallo con il patrocinio di GILS e recentemente raccontato anche da TeleRadioPace.
La trasmissione Si può dare di più di TeleRadioPace, andata in onda il 29 settembre, ha dedicato uno speciale alla telemedicina e ai temi affrontati durante il convegno organizzato da ASL4 Liguria il 19 settembre presso l’Ospedale Nostra Signora di Montallegro di Rapallo, in occasione della Giornata mondiale della sicurezza delle cure.
All’incontro hanno partecipato professionisti sanitari, tecnici, cittadini, realtà del volontariato e associazioni di pazienti. Tra queste anche GILS – Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia, che ha concesso il proprio patrocinio all’iniziativa.
Telemedicina: non semplicemente una visita a distanza
Uno degli aspetti messi maggiormente in evidenza durante il confronto è che parlare di telemedicina significa parlare di strumenti differenti, da utilizzare a seconda delle esigenze cliniche.
La televisita permette in determinate situazioni di incontrare lo specialista senza affrontare lo spostamento verso l’ospedale; il teleconsulto consente invece a professionisti diversi, per esempio medico di medicina generale e specialista, di confrontarsi sul caso di un paziente; attraverso il telemonitoraggio possono essere raccolti a domicilio parametri stabiliti dal medico, come pressione arteriosa, saturazione, peso o altri dati utili a seguire l’andamento della malattia.
Il punto centrale, emerso con chiarezza dal convegno, è però che queste tecnologie non rappresentano un percorso parallelo rispetto alla medicina tradizionale. Devono essere inserite nella presa in carico della persona e nei percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali, scegliendo di volta in volta lo strumento adatto al paziente e alla fase della malattia.
Anche le visite in presenza mantengono quindi un ruolo fondamentale: quando la valutazione diretta del paziente è necessaria deve essere garantita. La telemedicina può invece evitare alcuni spostamenti quando, per esempio, occorre condividere esami, controllare una situazione clinica stabile o svolgere attività che possono essere gestite efficacemente a distanza.
Un’opportunità per chi convive con una malattia cronica
È proprio questo uno degli aspetti di maggiore interesse anche per la comunità GILS.
La sclerosi sistemica è una patologia cronica e complessa, che può richiedere nel tempo il coinvolgimento di diversi specialisti e controlli periodici. In questo contesto, strumenti capaci di facilitare la comunicazione tra professionisti e pazienti, condividere informazioni e limitare gli spostamenti non necessari meritano particolare attenzione.
Nel corso dello speciale di TeleRadioPace, la rappresentante di GILS presente all’incontro ha sottolineato quanto il tema sia importante per l’Associazione e come l’esperienza di Rapallo rafforzi l’interesse ad approfondire ulteriormente il rapporto tra nuove tecnologie, medicina digitale e bisogni delle persone con sclerosi sistemica.
La tecnologia deve avvicinare il paziente, non allontanarlo
Dal convegno emerge soprattutto un principio: il valore della tecnologia dipende da come viene inserita nella relazione di cura.
L’obiettivo non è sostituire il rapporto tra medico e paziente con uno schermo o con un dispositivo, ma utilizzare gli strumenti digitali quando possono rendere più semplice e continua l’assistenza, favorendo la comunicazione tra ospedale, territorio, specialisti e medicina generale.
In questo percorso anche le associazioni dei pazienti hanno un ruolo importante. Il loro coinvolgimento può contribuire a far conoscere meglio gli strumenti disponibili, raccogliere esigenze e difficoltà concrete e aiutare a contrastare quel digital divide che rischia di lasciare indietro proprio le persone più fragili. La stessa ASL4 aveva previsto nel programma del convegno una sessione aperta ai cittadini, il “Villaggio della telemedicina”, con dimostrazioni di televisita, teleconsulto, telemonitoraggio e teleassistenza.
Il messaggio conclusivo dello speciale è significativo: in un vero ecosistema digitale della salute possono esserci molti attori — medici, infermieri, tecnici, strutture sanitarie, medicina territoriale e associazioni — ma al centro deve rimanere la persona assistita.
È una prospettiva che GILS condivide e che continuerà a seguire con attenzione, affinché l’innovazione tecnologica possa tradursi in maggiore accessibilità, continuità dell’assistenza e qualità della cura anche per chi vive con la sclerosi sistemica.
Guarda lo speciale di TeleRadioPace
Lo speciale “Si può dare di più – Telemedicina”, trasmesso il 29 settembre 2026, raccoglie interviste e testimonianze dei professionisti e delle associazioni che hanno partecipato all’incontro di Rapallo. TeleRadioPace sintetizza il progetto come un sistema rivolto in particolare ai pazienti cronici, basato su televisita, teleconsulto e telemonitoraggio e coordinato all’interno dei percorsi sanitari.








