Tiziana Nava – Docente Universitario e Master
Past Standing Committee of Health Professionals in Rheumatology EULAR
E mail: tiziananava.job@outlook.it

La sclerodermia provoca diversi disturbi, come mani fredde, fenomeno di Raynaud, stanchezza, rigidità e perdita di forza. Sono problemi che incidono sulla vita quotidiana e che dipendono da diversi fattori, tra cui il coinvolgimento del tessuto connettivo, dei piccoli vasi sanguigni e dei muscoli, che con il tempo possono diventare meno elastici e meno efficienti.

Ricerca scientifica

Negli ultimi anni la ricerca scientifica sta offrendo un messaggio sempre più importante: il movimento, se ben adattato, può diventare un vero alleato nella gestione della malattia.

Gli studi sottolineano che non esiste un programma di esercizi unici, ma la prescrizione va fatta a ciascuna persona, come avviene per il farmaco.

La persona non deve essere semplicemente sollecitata ad essere attiva, ma l’indicazione ad una corretta attività fisica, va modulata in funzione del suo stato di salute, le possibilità e preferenze nelle quali vengono considerate le sue capacità reali, e i bisogni al fine di migliorarne l’aderenza e garantire una buona qualità di vita.

Naturalmente la valutazione fatta dal fisioterapista per una attività fisica è individualizzata, e gli obiettivi specifici concordati con la persona, devono essere accettabili, realistici in base all’età, alla motivazione, alla gravità della patologia, alla forza e resistenza muscolare, al dolore, alla capacità aerobica, ad eventuali comorbidità, o attività fisiche fatte in passato.

La persona, presso il proprio domicilio, deve affiancare alla riabilitazione fatta con il fisioterapista, un piccolo numero di esercizi facilmente memorizzabili, solo moderatamente vigorosi e di breve durata. Tra questi il cammino è un’indicazione utile ed efficace per gli arti inferiori, la persona va informata ed educata in modo semplice con parole comprensibili sulla modalità da seguire.

Ruolo dell’informazione e educazione

Durante l’attività vanno affiancate delucidazioni rispetto a quesiti posti dalla persona sulla sicurezza dell’esercizio, il timore di esacerbare dolore, o la gestione di un possibile peggioramento. Inoltre, è utile che alla persona vengano date indicazioni ad intraprendere attività fisiche e sportive in condizioni tecniche idonee a fini riabilitativi. Quest’ultimo aspetto è fondamentale per migliorare l’aderenza al trattamento e garantirne l’efficacia nel tempo.

Il fisioterapista esperto deve concordare gli obiettivi con le persone a seguito di una attenta analisi distrettuale e globale in funzione delle loro esigenze e adeguate alle reali possibilità del soggetto.

Attività fisica e salute

Uno studio pubblicato sulla rivista Rheumatology ha analizzato numerose ricerche sugli effetti dell’attività fisica nelle malattie reumatiche autoimmuni.

I risultati mostrano che chi si muove con regolarità presenta:

  • una migliore circolazione del sangue
  • vasi sanguigni più elastici
  • una maggiore ossigenazione dei tessuti
  • un miglior benessere generale

Quali attività sono più utili?

Una buona notizia è che non servono sport faticosi o allenamenti intensi. I benefici arrivano soprattutto dalla costanza.

Le attività più studiate sono:

  • camminata a passo sostenuto
  • cyclette o bicicletta
  • nuoto dolce
  • ginnastica leggera
  • esercizi di rinforzo muscolare

Bastano alcune sedute alla settimana, adattate alle proprie capacità fisiche. L’importante è muoversi con regolarità, senza forzare.

I benefici della riabilitazione

Accanto ai benefici sulla circolazione, la ricerca più recente ha approfondito il ruolo degli esercizi di rinforzo muscolare nella sclerodermia.

Una grande analisi scientifica su persone con sclerodermia sistemica ha dimostrato che programmi strutturati di esercizi di resistenza portano a:

  • aumento significativo della forza muscolare
  • riduzione della disabilità fisica
  • miglioramento della qualità della vita

Gli esercizi sono risultati sicuri e ben tollerati, confermando che il movimento guidato da fisioterapisti, non peggiora la malattia, ma rappresenta un importante percorso riabilitativo.

Questo è particolarmente importante perché la perdita di forza e la rigidità muscolare sono tra i problemi più limitanti nella vita quotidiana.

Perché il movimento aiuta il nostro organismo?

Quando ci muoviamo con regolarità, il corpo reagisce in modo positivo:

  • i vasi sanguigni si dilatano meglio
  • i tessuti ricevono più ossigeno
  • i muscoli diventano più forti e resistenti
  • il cuore lavora in modo più efficiente
  • migliora la capacità aerobica.

Tutti questi effetti aiutano l’organismo ad affrontare meglio la malattia e a mantenere più a lungo autonomia e funzionalità.

Un messaggio rassicurante dalla scienza

Oggi possiamo affermare con maggiore sicurezza che:

  • l’attività fisica personalizzata è sicura
  • non peggiora l’infiammazione
  • migliora circolazione e forza muscolare
  • sostiene la qualità della vita

Naturalmente non sostituisce le terapie mediche, ma le affianca.

Muoversi con attenzione e buon senso

Ogni persona con sclerodermia è diversa. Per questo è importante:

  • farsi seguire da fisioterapisti esperti
  • iniziare in modo graduale

In presenza di ulcere digitali, problemi respiratori o cardiaci, o dolore importante, il movimento va personalizzato con particolare cura, dopo un inquadramento medico.

La regola resta sempre: muoversi sì, ma senza dolore e senza forzature.

Conclusione

Le evidenze scientifiche più recenti dimostrano che esercizio fisico e riabilitazione:

  • rafforzano i muscoli
  • riducono disabilità e rigidità
  • aumentano la qualità della vita.

Il movimento regolare aiuta non solo il corpo, ma anche l’umore.

Piccoli gesti ripetuti nel tempo possono fare una grande differenza.

Un messaggio semplice ma importante: è possibile prendersi cura del proprio corpo attraverso il movimento, con benefici reali e concreti.

Bibliografia

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