A causa della sua complessità e della compromissione multiorgano che la caratterizza, la Sclerosi Sistemica è una delle malattie autoimmuni con il più elevato deterioramento della qualità della vita. Il dolore cronico, principalmente legato alla presenza di ulcere digitali e al coinvolgimento articolare, è tra i fattori che più impattano sulla salute fisica e mentale. La letteratura scientifica riporta infatti che circa l’83% dei pazienti affetti da sclerodermia è colpito da dolore cronico con importanti ripercussioni su ogni aspetto della persona.

Tuttavia, recenti studi clinici hanno mostrato risultati promettenti legati all’uso di una nuova tecnica di neuromodulazione non-invasiva per ridurre il dolore infiammatorio nell’artrite reumatoide e nel lupus eritematoso sistemico. La stimolazione auricolare transcutanea del Nervo Vago (taVNS) sembrerebbe infatti avere effetti anti-infiammatori. Il Nervo Vago è una delle componenti del Sistema Nervoso Autonomo e si estende dalla testa fino all’addome, toccando tutti gli organi. Opera come un direttore d’orchestra delle nostre principali funzioni vitali e interagisce direttamente con il Sistema Nervoso Centrale, partecipando così a regolazioni complesse come quella dell’umore e alla percezione del dolore. Negli ultimi anni si è scoperto inoltre che questo nervo è in grado di modulare anche l’infiammazione. È possibile potenziare l’attività del Nervo Vago attraverso la meditazione, alcuni esercizi respiratori e grazie alle tecniche di neuromodulazione, tra cui appunto la stimolazione auricolare transcutanea. Questa avviene applicando impulsi elettrici a bassa intensità a specifiche aree della cute dell’orecchio innervate direttamente dal Nervo Vago.

Come gruppo di ricerca, ci siamo quindi chiesti se la taVNS potesse essere un buon metodo terapeutico per il trattamento del dolore cronico nella Sclerosi Sistemica. Volevamo inoltre verificare se questo trattamento fosse in grado di migliorare la qualità di vita correlata alla salute e se potesse modificare il profilo infiammatorio dei pazienti trattati. Nel febbraio 2019 abbiamo avviato uno studio clinico che si è svolto presso il Day Hospital e gli ambulatori dell’Unità di Medicina Interna, Immunologia e Allergologia del Policlinico di Milano. I pazienti dovevano avere diagnosi di Sclerosi Sistemica e dolore cronico valutato come moderato o severo. I partecipanti sono stati assegnati in maniera casuale a 4 settimane di trattamento con stimolazione auricolare transcutanea del Nervo Vago reale o fittizia. Per entrambe le stimolazioni, è stato affidato al paziente un dispositivo portatile per taVNS ed è stato chiesto di effettuare la stimolazione reale o quella fittizia per 4 ore al giorno non consecutive. La differenza tra i due tipi di stimolazione era legata ai parametri: la stimolazione fittizia infatti è stata effettuata ad una frequenza troppo bassa per dare effetti antidolorifici e anti-infiammatori. In una seconda fase, i pazienti riprendevano il trattamento con la stimolazione reale se prima era stata assegnata quella fittizia e viceversa. In questo modo tutti i pazienti hanno ricevuto entrambe le tipologie di stimolazione.

Prima e dopo il trattamento con stimolazione reale e fittizia, è stato chiesto ai pazienti di riportare l’intensità del dolore percepito nell’ultima settimana attraverso una scala numerica da 0 a 10 (dove 0 è assenza di dolore e 10 è il peggior dolore immaginabile) e la tipologia di dolore. È stato chiesto inoltre di compilare 4 questionari sulla qualità di vita, valutando in particolare l’umore, la funzionalità fisica, l’impatto dei sintomi gastrointestinali e la qualità del sonno. Infine, è stato effettuato un prelievo ematico per l’analisi del profilo infiammatorio. Nello studio sono stati inclusi 21 pazienti. Il 52% dei partecipanti ha riferito all’arruolamento la presenza di dolore cronico di grado moderato mentre il 48% ha riportato la presenza di dolore cronico di grado severo, in entrambi i casi principalmente legato alla presenza di ulcere digitali e dolori articolari.

Passando ai risultati relativi al trattamento con la stimolazione auricolare transcutanea del Nervo Vago, questa tecnica di neuromodulazione ha avuto effetti antidolorifici significativi, portando a una riduzione media del dolore cronico del 30% rispetto all’intensità di dolore pre-trattamento. In più della metà dei pazienti (62% del totale) è stata raggiunta una riduzione del dolore clinicamente significativa, pari quindi ad almeno due punti sulla scala numerica del dolore. Questi risultati non si sono visti al termine del trattamento con stimolazione fittizia. Si è quindi escluso che i risultati positivi della stimolazione del Nervo Vago fossero legati a un effetto placebo. Non sono state osservate variazioni sugli aspetti relativi alla qualità di vita (umore, funzionalità fisica, sintomi gastrointestinali e sonno), probabilmente a causa della presenza di altri fattori fortemente impattanti come il coinvolgimento multiorgano o la lunga durata della malattia. Infine, la taVNS ha determinato una riduzione significativa di un biomarcatore infiammatorio nel sangue (Figura).

Attraverso il nostro studio, pubblicato su una rilevante rivista del settore (RMD – Rheumatic & Musculoskeletal Diseases – Open), è stato possibile mettere in risalto gli effetti antidolorifici e anti-infiammatori di questa innovativa tecnica di neuromodulazione non-invasiva applicata alla Sclerosi Sistemica. Inoltre, grazie all’importante partecipazione e condivisione dell’esperienza da parte dei nostri pazienti, sono emerse criticità e nuove sfide legate all’introduzione della taVNS nella pratica clinica. Al termine dello studio abbiamo intervistato in maniera strutturata i partecipanti al fine di raccogliere la loro opinione. Dall’intervista è emerso che, nonostante il 72% dei pazienti si sia dichiarato soddisfatto dell’efficacia del trattamento, solo il 14% non avuto problemi con l’utilizzo del dispositivo. La maggior parte dei partecipanti, infatti, ha segnalato lo scarso comfort del dispositivo, la poca stabilità degli elettrodi a livello dell’orecchio e le tempistiche di trattamento troppo lunghe. Da queste importanti informazioni e dalle recenti scoperte scientifiche del nostro gruppo di ricerca è nato il progetto VagusFlex, che ha vinto la terza edizione del programma di innovazione Seed4Innovation promosso da Fondazione UNIMI. Il progetto ha lo scopo di sviluppare un nuovo dispositivo medico per la stimolazione auricolare transcutanea del Nervo Vago caratterizzato da una migliorata portabilità e minor durata del trattamento.

Il nostro obiettivo è quello di rendere in futuro questa tecnica per il trattamento del dolore cronico veramente accessibile a tutti coloro che ne hanno bisogno.

Dr.ssa Angelica Carandina

Dottoranda SC Medicina Interna Immunologia e Allergologia, Fond. IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milano